Processo Calciopoli. Per nove anni su “Scherzi a parte” nella aule dei Tribunali

luciano moggiNove anni gettati al vento in cui l’accusa ( di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva) ed il reato sono stati cancellati dal decorso del termine di prescrizione.

In Italia (paese democratico per eccellenza, così dice l’art. 1 della Legge delle leggi) a vincere non è mai ( o quasi mai) la giustizia, sulla scorta degli impedimenti, le questioni preliminari ed il gioco della decorrenza dei termini per l’estinzione del reato.

Eppure c’e qualcuno che ancora parla di magistratura (politicizzata), che sbatte il petto sulla riforma di attuazione della responsabilità civile dei magistrati per gli errori commessi in giudizio o per il diniego di giustizia.

Qualcuno, invece, dovrebbe regalare una medaglia al valore per il pool di avvocati di cui ha beneficiato il sig. Moggi e Giraudo, non proprio i medesimi legali a cui potrebbero i comuni mortali conferire mandato ad litem.

Nove anni fatti di indagini, dibattimento, gettati nel cassonetto della prescrizione che ha annullato la sentenza di condanna a carico dei due imputati  emessa dal giudice di prime cure e confermata nel merito in appello.

Qualcuno dirà che nonostante la prescrizione sancita dalla Corte di Cassazione, ci sarà la possibilità per le persone offese dal reato, di poter avanzare le proprie richieste risarcitorie nella sede naturale, quella civile.

Magra consolazione, a prevalere resta il senso di “impotenza” in un paese civile che ancora oggi si regge su di un codice penale anacronistico ed impregnato sul favor rei. Prescritti per la scadenza del termine entro il quale poter essere perseguiti: ma non fateli passare indirettamente per “assolti”, perchè lo stesso Montesquieu avrebbe stracciato il suo libello introduttivo della “ragionevole” durata del processo…

 

Pin It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *