Cronistoria.Nel 1980 l’ultima finale dei granata in coppa Italia

fotosalernitana Di Antonio Roma

Nella foto una delle formazioni. In alto da sinistra verso destra: Tani, Viscido, Botteghi, Cariati, Zandonà, Messina. In basso: Valeri, De Gennaro, De Biase, De Fraia, Moscon

Da Padova a Monza 229 chilometri coperti in 34 anni. L’ultima volta granata in una finale di Coppa Italia risale al 19 giugno 1980, quando l’attuale tecnico della Salernitana, Gregucci, iniziava a muovere i primi passi nelle giovanili del Taranto, in cui esordirà due stagioni più tardi. Il 1980 è fra le annate cupe di Salerno, visto che oltre il sisma del 23 novembre, gli sportivi ricordano anche le grosse difficoltà finanziarie della società di via Galloppo, in pieno dissesto finanziario, con tre presidenti a succedersi ad iniziare da Ventura fino ad arrivare a Enzo Grieco, passando per la parentesi di 21 giorni di Federico De Piano. In campo, i giocatori già sulla strada dello svincolo per la messa in mora della società, affrontano gli ultimi impegni per onor di firma prima di lasciare, senza che la società rientri dei costi, la Salernitana a fine stagione. In campionato, la faraonica campagna acquisti avviata dall’allora direttore sportivo Recchia su indicazione del presidente Antonio Ventura, non sfocia nell’agognata promozione, con i vari Messina, Moscon, Zandonà, Valeri, Favaro e un giovane Viscido che non riescono ad andare oltre la 7° posizione con 34 punti all’attivo, ben 10 in meno del Catania e 8 del Foggia che approderanno in B. La panchina, così come la poltrona della presidenza, sussulta con continuità con Antonio Giammarinaro che sostituirà Franco Viviani, prima di avviare il doppio balletto con Luigi Gigante.

E sarà proprio quest’ultimo incaricato a portare a termine la stagione, compreso l’inedito, fino ad allora, doppio confronto di Coppa Italia. La Salernitana ci arriva eliminando nel girone eliminatorio Cavese e Sorrento, seguite da Reggina nei sedicesimi, Siracusa negli ottavi, Nocerina nei quarti, Civitanovese nella semifinale. Doppia finale in 72 ore, con la gara del Vestuti disputata il 16 giugno e con granata sempre avanti. A sbloccare il risultato sarà il bomber Messina su rigore al 20’, che nella manifestazione tricolore segnerà 13 reti conquistando anche in tale competizione lo scettro di cannoniere. Nella ripresa, ancora al 20’, il raddoppio di Moscon prima che la formazione biancoscudata, allora militante in C2, accorci le distanze con Pezzato al 31’. In chiusura di gara, al 41’ ci penserà Messina a fissare sul 3-1 finale che, ai più, faceva pensare ad una gara di ritorno senza storia. Tre giorni più tardi, e con una crisi finanziaria imperante tanto da rendere difficoltoso il trasferimento all’Appiani, l’incredibile rovescio. Favaro, il portiere scelto per la finale di ritorno, fu costretto a raccogliere 4 palloni nella propria porta con Vitale a fare il fenomeno grazie alla tripletta di reti, seguito dalla marcatura singola di Perego. Coppa al Padova, per la prima volta nella sua storia, e tante accuse ma anche dubbi a Salerno.

 

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