Fabio Brini che in granata ha conquistato una promozione ed una conseguente salvezza in cadetteria, ha posto in essere una tattica extra calcistica alla quale Salerno dovrà rispondere con assoluta “non curanza”
Le accuse rivolte agli avversari “rei di impegnarsi troppo al cospetto dei sanniti”, vanno recepite come un mero atto di difesa dei propri calciatori in vista del big match dell’Arechi.
Fabio Brini, consapevole di un calo di rendimento della propria squadra, da allenatore esperto, ha pensato bene di lanciare la trappola nella quale gran parte dell’opinione pubblica è clamorosamente caduta: gettare il fuoco sulla benzina, rivendicare un eccesso di antagonismo da parte delle squadre avversarie nei confronti dei sanniti, ha prodotto i frutti sperati, veicolando le attenzioni sul trainer sannita che in tal modo è riuscito nell’intento di distogliere l’attenzione dal mero fattore tecnico.
Errore grave e da non ripetere in vista dell’incontro di Sabato: Salerno e la Salernitana, più del “baffutto” tecnico sannita, dovranno preoccuparsi del valore intrinseco del Benevento, trovando le giuste contromosse ad Eusepi e compagni senza dare peso alle parole centellinate e diramate nel momento giusto del tecnico degli stregoni.
Brini, catapultando su di se tutte le attenzioni dell’opinione pubblica salernitana, ha di fatto ovattato la propria squadra, proteggendola e…coccolandola in pieno stile Mourinho (fatte le debite proporzioni).
L’amo lanciato dal trainer ha trovato una miriade di denigratori pronti ad abboccare alla provocazione, senza accorgersi che il punto debole della catena dei sanniti è rappresentata proprio dal tecnico, artefice in negativo nell’ultimo precedente ( si ricordi l’espulsione di Som a seguito della mancata sostituzione di quest’ultimo) all’Arechi dei sanniti, usciti con le ossa rotte in extra-time.
Fischiare Brini all’Arechi sarebbe improduttivo, meglio concentrarsi sui calciatori in dote ai sanniti, di sicuro più incisivi rispetto al tentativo di simulazione perpetuato dall’ex tecnico granata.