Domenica arriva l’Ascoli. Dai trentamila dell’Arechi all’abbraccio con Zaniolo. Quanti ricordi per Gregucci

Salernitana-Ascoli di Domenica sarà una gara importante, una tappa fondamentale ma non certo una finale come nel lontano 2004/2005.

Al cospetto di una squadra lanciatissima verso la zona play off, giunta nell’impianto di via Allende per giocarsi le residue speranze di promozione, la Salernitana,  dinnanzi al pubblico amico, chiedeva spazio e punti fondamentali per conquistare la matematica permanenza in serie B, prima dell’ultima trasferta in quel di Crotone.

La Salernitana, con l’Avellino ed il Napoli in serie C1, rappresentava l’unica squadra della Campania a militare in cadetteria.

Gregucci ricorda come un fotogramma impresso nella mente tutti gli attimi di quella palpitante partita:il giovanissimo Schiavi,  mette la partita in salita per i granata, con un errore che è sfruttato alla perfezione dal “volpone” Colacone.

Longo e compagni  non demordono e sull’onda della passione dell’Arechi:la salernitana sospinta da un superlativo Palladino, nella ripresa trova dapprima il pareggio con l’allora enfaint- prodige della primavera juventina e successivamente fa esplodere l’Arechi  grazie alla sforbiciata di Zaniolo, a cui fa da seguito l’abbraccio liberatorio con l’attuale tecnico granata.

Fu festa grande, ma solo per alcune ore, dato che di lì a poco, sarebbe giunta l’esclusione della squadra granata dai campionati professionistici, complice una lite temeraria tra il patron Aliberti e l’Agenzia delle Entrate di Salerno avente ad oggetto il mancato pagamento del patron di San Giuseppe Vesuviano di 44 milioni del vecchio conio allo Stato.

Fu un’estate di contestazioni e tribolazioni, terminata con la retrocessione in terza categoria della squadra granata e l’avvento, per effetto del “Lodo Petrucci” dell’era Lombardi.

Il resto è storia dei nostri giorni, ma Salernitana-Ascoli, seppur ambientata in un altro contesto ed in un’altra categoria, non sarà mai una gara qualunque per l'”Angelo” granata.


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