Gregucci se ne va senza lasciare rimpianti. Lotito ora deve scegliere il condottiero: Gautieri più di un’ opzione.

“Sia fatta la sua volontà, soprattutto in terra”.

Su quella Salernitana, per quanto concerne l’aspetto sportivo, nulla questio-qualora qualcuno avesse, ancora, dei dubbi in merito-su chi tra i due comproprietari abbia il maggior potere decisionale, nonostante la divisione ex equo del pacchetto azionario.

Tra i due soci, a prevalere,  è stato  il volere di Claudio Lotito, che già nella gara di Pagani,  aveva cominciato a nutrire dei seri dubbi sulle capacità del tecnico Gregucci, allorquando il suo “Pupillo” Foggia, rischiato in una gara che nulla contava ai fini del risultato, fu inutilmente schierato sul rettangolo verde, salvo poi fermarsi, complice l’infortunio patito nel corso della gara contro gli azzurro stellati.

La gestione delle sostituzioni, l’approccio della squadra piuttosto abulico ed il tardivo impiego di Ginestra e Gustavo nella semifinale play off persa contro il Frosinone, hanno costituito la prova provata di una sofferenza lamentata da Lotito nei confronti del tecnico granata e dichiarata senza alcun freno, pubblicamente, nella zona -mista del “Matusa” di Frosinone.

Dall’undici Maggio ad oggi, le settimane trascorse da separati in casa, hanno un pò riassunto quanto vissuto da Carlo Perrone  nelle ore precedenti la partenza per il ritiro estivo, che vide il pulmann della Salernitana, clamorosamente vuoto nella postazione in precedenza già destinata al tecnico romano.

Questa volta, la società granata ha già fatto un passo avanti importante, dato che  la Salernitana sceglierà molto prima,  il “lodo” relativo al  tecnico che avvicenderà Gregucci su una delle panchine più bollenti della terza serie, in deroga dal “modus- agendi” che ha sempre contraddistinto Claudio Lotito, sempre molto restio a prender parte alla valzer degli allenatori.

Le canzoni stonate dedicate ad Adamo Gregucci, suonavano non per la marcia nuziale, rappresentando dei veri e propri campanelli d’allarme per il tecnico, condotto con la mano a non accettare una proposta economica palesemente volta ad ottenere il mancato incontro delle volontà tra le parti.

Gregucci lascia la Salernitana senza rimpianti alcuni, nè da parte della società, nè da parte della piazza, che ora aspetta in silenzio le nuove mosse, fiduciosa che il neo condottiero granata possa da subito far valere il proprio potere contrattuale, partecipando, questa volta fattivamente a differenza dei predecessori, alla scelta dei calciatori da cui ripartire e da acquistare per potenziare l’organico.

Della squadra della passata stagione, rimarrà solo qualche granello di polvere, pochi superstiti: giusto così, a condizione che le scelte siano effettuate con fermezza e decisione, senza tentennamenti, nè compromessi.

Gautieri, Menichini, Brini, Braglia, potranno rivelarsi all’altezza della situazione, in grado di confermare quanto il proprio palmares declina, solo se resi partecipi del progetto tattico: il caso Sanderra, le aberrazioni di Perrone e la filosofia di Gregucci, hanno confermato che la programmazione e le idee chiare di inizio stagione,  se portate avanti con coerenza, pagano fino alla fine.

E se la storia è maestra di vita, tale aneddoto calcistico,  a proprie spese, l’avrà imparato anche la società granata: la speranza, in tal senso, è l’ultima a morire.


Exit mobile version