L’ex dal DNA granata. Marco Ciardiello:” Gregucci ha dato un’identità. A Catanzaro ho lasciato un pezzo di cuore. Ecco come finirà…”

Ha vissuto momenti esaltanti nella sua lunga ed onorata carriera(condita da oltre duecento presenze tra i professionisti), in quel di Catanzaro.

Difensore centrale arcigno, con il vizio del goal, Marco Ciardiello, salernitano doc, in terra calabra ha collezionato ben 65 presenze con sei reti all’attivo: da vero capitano, a seguito di un’infortunio al ginocchio che nel 2003 lo costrinse ad un lungo stop riabilitativo di ben 4 mesi,  nel 2004 in Calabria, chiuse  la propria esperienza calcistica da primo attore sul rettangolo verde.

Oggi, mister Ciardiello allena i giovani talenti in dote alla Polisportiva Nikè,  vantando un’esperienza da allenatore in seconda in quel di Nocera, quando in serie D, affiancava sulla panca rosso-nera mister Erra.

Marco Ciardiello, di gavetta ne ha fatta in giro per i campi di mezza Italia, calcando il rettangolo verde del “Barbera” con la maglia del Palermo, squadra con la quale ha collezionato ben  72 presenze tra serie B e C1,   senza dimenticare il salvataggio sulla linea a porta sguarnita, che negò la gioia del raddoppio e conseguente doppietta personale ad un certo Gabriel Batistuta, nei quarti  di finale di Coppa italia, all’esito di un match che vide la Fiorentina prevalere al “Franchi” per effetto di una rete dal dischetto siglata proprio  dallo stesso  “Re Leone”

Altra storia, altri tempi, davvero lontani anni luce  dal calcio di oggi che  ha avuto un escalation in negativo rispetto alla grande competitività degli anni passati, con conseguente abbassamento  del  tasso tecnico, dalla Serie A  a  quelle minori,  ormai non rappresentanti più una fucina importante di giovani da lanciare nel calcio professionistico.

Ciardiello, tuttavia, ha fiducia e crede fermamente nei giovani, rappresentando con la Polisportiva nikè,  un bacino importante di calciatori del nostro comprensorio da istruire e lanciare, professionalmente, nel calcio che conta:

I giovani nel calcio devono rappresentare il futuro, per quanto mi riguarda, reputo fuorviante ed inutile la normativa attuale sull’impiego degli under, che sfavorisce i calciatori di una certa età. Non è concepibile che un calciatore di 25 anni , seppur bravo, rischi di restare senza contratto, scavalcato da colleghi favoriti solo per la carta d’identità”

Ciardiello non ha tuttavia di questi problemi, allenando la categoria “bambini” dai 4 ai 5 anni, ma ha competenza ed esperienza per dire la sua sulle incomprensibili disposizioni federali che regolamentano il mondo del calcio ormai appiattito su se stesso in piena “zona mediocrità”: ” Posso solo confermare-continua Ciardiello– che i calciatori di prospettiva nel comprensorio ci sono ed anche bravi. Purtroppo, per constatarne le reali doti e capacità,  bisogna guardarsi le partite e monitorarli costantemente, cosa che è effettuata esclusivamente dalle squadre del Nord, lungimiranti nel puntare sui ragazzi del Sud, spesso “costretti” ad emigrare dalla propria città natale per coronare il sogno di giocare a pallone”

Tornando a bomba, mister, cosa ci può dire del Catanzaro, lei che n’e’ stato capitano infaticabile?

Catanzaro è il mio grande amore.  Ci ho vissuto quattro anni bellissimi della mia carriera: dalla prima gara ufficiale fino alla finale di SuperCoppa persa  con l’Arezzo di Mario Somma, ho in mente tanti bei ricordi. In Calabria seguono alla stregua della Salernitana, la squadra di calcio con grande passione

A proposito di passione, quello di Domenica,  sarà un match non per i deboli di cuore, il Catanzaro è squadra tignosa

Loro sono una buona squadra, di categoria, ben messa in campo da Brevi, brava soprattutto ad attaccare gli spazi, la Salernitana dovrà offendere  con raziocinio

A proposito di tattiche, il 4-2-3-1 è il modulo giusto per affrontare squadre che a centrocampo fin dall’inizio giocano numericamente con più elementi?

Non sono un amante dei numeri e dei moduli, credo che conti maggiormente l’approccio mentale  e lo spirito di squadra, ovvero il modo con il quale s’interpreta una determinata idea tattica.

Sull’inferiorità numerica a centrocampo, credo che il discorso sia relativo. Nel 4-2-3-1 gli esterni alti offensivi devono esser bravi nelle due fasi,  dando una mano in fase di non possesso palla, abbassandosi sulla linea dei centrocampisti. In tal caso, la Salernitana quando non ha la palla, giocherebbe con un 4-5-1. Dipende tutto dai calciatori e dalla propria capacità di calarsi nella categoria e nel contesto in cui giocano. ”

Eppure a Grosseto c’e’ stata una battuta d’arresto che nessuno si aspettava:” Confesso che non ho avuto la possibilità di visionare la gara, ma una sconfitta, quando sei costretto a rimontare la puoi mettere in preventivo.

La Salernitana con Gregucci ha ora una sua identità tattica, dei valori importanti, deve confermarli domenica dopo domenica per poi giocarsi tutto nei play off.”

In relazione al calendario della Salernitana, a quale posizione potrebbe aspirare la squadra granata?

”  Se vuoi arrivare nella miglior posizione possibile, che personalmente credo sia la quinta, anche a Frosinone devi provare a piazzare il colpo da tre punti, senza badare tanto all’avversario che hai di fronte.”

Domani mancherà Mancini, ma torna nuovamente a disposizione Ginestra.

Peccato, tuttavia, mi sembra che Mancini nelle ultime partite non stia facendo bene. Ginestra è un attaccante che bisogna recuperare e gestire al meglio, dato che nelle partite secche che si disputano nel corso dei play off, potrà rivelarsi decisivo

Tornando al modulo di gara, la Salernitana ha gli uomini giusti per il 4-2-3-1, per quanto concerne la coppia dei due centrali di centrocampo?

Ripeto, fermo restando che in questo modulo, sia fondamentale l’apporto degli esterni, io vedrei bene un giocatore come Volpe,  a sinistra o a destra,  nel novero dei tre trequartisti. Ha qualità abbinata a quantità, è un giocatore che in serie C fa sicuramente la differenza.”

 Mister, in conclusione, come  finisce Salernitana-Catanzaro? ” Beh, sospesa per eccesso di entusiasmo...”

Nonostante i ricordi, al cuore granata non si comanda…


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