E’ proprio caso di dire, la prima trance di intercettazioni telefoniche divulgate a mezzo stampa dal ds dell’Ischia Iodice, ha fatto il giro del mondo, giungendo persino tra le catene montuose di Melfi con conseguente ridondanza mediatica in negativo per la squadra granata.
Per effetto boomerang, la Salernitana paga dazio in termini di accoglienza, persino nella piccola città della basilicata, con il “Valerio” tramutatasi in una bolgia anti granata accompagnata da cori beceri rivolti ai salernitani assiepati in tribuna da parte-udite, udite- di giornalisti, tramutatisi in titolari della pubblica accusa da sostenere sul capo di una squadra “rea” di essere gestita da patron Lotito.
Peccato che gli zelanti esponenti dell’ “imparziale” informazione locale abbiano, invero, dimenticato la storia di questo campionato, non essendo a conoscenza ( a torto) delle elucubrazioni arbitrali, fino a questo momento lenitive di punti importanti a danno della formazione di mister Menichini.
Le omesse sanzioni ai calciatori del Foggia (rivelatisi determinanti ai fini del risultato finale), il rigore inesistente concesso alla Casertana, costituiscono soltanto alcuni degli episodi negativi subiti dalla squadra granata, in grado di inficiare e fare la differenza in termini di classifica generale per il Benevento.
La squadra di Fabio Brini è una corazzata per la categoria, ma la lotta al primato, da un punto di vista dell’equità arbitrale, ad ora è stata fortemente condizionata in favore degli stregoni.
L’ultimo esempio è rappresentato dalle due gare per la lotta al primato in programma ieri pomeriggio a Martina e Melfi: in Puglia, a pochi minuti dal fischio finale del match del “Valerio”, il Benevento si vedeva convertire in proprio favore dei falli commessi e non sanzionati dai propri difensori al limite dell’area di rigore degli stregoni. Ed ancora, le mancate sanzioni comminate ad Alfageme, libero ed incontrastato “killer” della mediana.
Quel coro “la pagherete”, elevatosi da Melfi a carico di un gruppo di giocatori che hanno avuto per proprie capacità, la forza di imporre la supremazia ai danni di una squadra che faceva dell’impenetrabilità difensiva in casa la propria arma vincente, la dice tutta sull’effetto boomerang assunto dalle dichiarazioni di Lotito intercettate e denunciate da ds Iodice.
Tale diatriba, di fatto rischia di falsare un campionato, già di per se pendente verso Benevento, squadra forte e ben organizzata che non avrebbe la necessità dell’ausilio arbitrale per vincere le gare.
Quale siano state le motivazioni che abbiano indotto il patron Lotito ad esporsi in prima persona, prendendo delle posizioni nette nei confronti di Carpi e Frosinone, possono essere facilmente intuibili: il presidente di Lazio e Salernitana, che d’estate ha ricevuto il consenso di tutte le società, eccezion fatta per Juventus e Roma, necessario per la salita al potere di un certo Tavecchio, in fondo non ha fatto altro che esprimersi-in termini imprenditoriali- secondo dei criteri manageriali nascosti dai propri colleghi-che nel frattempo si trincerano dietro l’ipocrisia- e da una gran parte degli sportivi italiani, dediti a criticare partite non di cartello del campionato italiano, perchè di fatto povere di contenuto tecnico ed ambientale.
Non l’ha detto nessuno, ci ha pensato con fare non proprio galante, Claudio Lotito ed allora è all’uopo necessario che tutta l’Italia calcistica s’indigni, pur condividendo di fatto tale valutazione meramente imprenditoriale.
Carpi e Frosinone, a nostro avviso, se il rettangolo verde darà ragione alle due compagini, meriteranno di raccogliere quanto seminato, ma al contempo a gran voce, ci viene da sostenere con forza la causa granata, affinchè anche la Salernitana benefici del riconoscimento e della tutela dei sacrifici effettuati da un gruppo di professionisti, costretti a vincere partite contro tutti e tutti.
Quel coro “la pagherete” ed ancora “mafiosi”, proveniente da Melfi è soltanto una piccola voce che sta per tramutarsi in un grido molto più amplificato e dagli effetti devastanti.
La Salernitana, di fatto, le sue partite le sta vincendo sul campo, senza benefici ma con torti arbitrali a proprio carico.
Se possibile, indipendentemente dalle diatribe Lotito-Iodice, che andranno chiarite nelle sedi competenti, Salerno vorrebbe giocarsela ad armi pari, perchè in fondo, ha già pagato per due anni consecutivi- complice due fallimenti- costretta per colpe non proprie a vagare tra i campetti di periferia della Basilicata. Eppure, Lotito non ha mai dichiarato di volere la Salernitana in B, pur vantando il maggior blasone, tradizione e storia calcistica rispetto al nobilissimo Benevento. A buon intenditor, poche parole.