Dalla stanza dei bottoni romani, fuoriesce un’impotenza economica-gestionale disarmante, condita dalla non volontà di derogare da quei compromessi, quelle incomprensioni che l’hanno fatta da padrone, inficiando il rendimento della squadra.
Lotito da un lato, il cognato-socio dall’altro:l’uno propende per il ritorno di Sanderra, già sotto contratto al fine di legittimare la scelta effettuata a Luglio inoltrato, l’altro invece non vede di buon occhio il ritorno di “Mister Leggenda” ed al contempo è poco propenso a confermare Perrone, non avendo alcuna intenzione di appesantire ancora di più le casse societarie con l’ingaggio di un terzo allenatore.
La Salernitana resta ferma al palo, imballata, ibernata da una gestione societaria contraddittoria, che vive delle contrapposizioni e diversità di vedute tra i due comandanti.
E se un presidente è poco e due sono troppi, l’organigramma societario impregnato del Lotito-centrismo, in situazioni d’emergenza comincia a fare acqua da tutte le parti, con Mezzaroma che non ha più alcuna voglia nè interesse ad assecondare le decisioni del socio più”esperto” e competente di calcio.
Al termine del summit, spostato rispetto all’orario prefissato per dare spazio alle vicende di mercato della Lazio, si è deciso di continuare sulla stessa falsa riga dei giorni scorsi:avanti con Perrone, dunque, di fatto delegittimato dai vertici societari, ma ancora in sella e chissà per quanto tempo.
Nel frattempo, il mercato, quello che era stato pronosticato come la panacea di tutti i mali, per colmare le gravi lacune in organico, resta fermo al palo, alla stregua della “ferrari” ingolfata.
E così accade che gli obiettivi o presunti tali della Salernitana, si accasino altrove, accumulando ritardo su ritardo.
Venisse un extra-terrestre in Salerno, ignaro delle recenti situazioni societarie che hanno condizionato l’arrivo del duo Lotito-Mezzaroma, penserebbe che all’Arechi aleggi ancora lo spettro di Lombardi.
Non resta altro che congiungere le mani e sperare che la domanda, da mesi risultante esser sempre la stessa-“Presidente Lotito, Quo vadis?”- possa nel breve tempo avere una risposta.