La Salernitana di Menichini è squadra che non brilla per fluidità della manovra e spettacolarità del gioco, tutt’altro.
Il tecnico di Ponsacco, subentrando nel corso della seconda parte della preparazione estiva a mister Somma, ha costruito una classifica importante, puntando tutto sull’impenetrabilità difensiva.
Al netto di 22 gare disputate, la squadra granata ha subito 15 reti mettendone a segno 29 ( media di 1.3 a partita): il baricentro basso della squadra granata, arroccata anche al “Bisceglia” a protezione dell’area di rigore, determina una maggiore compattezza della squadra, incapace tuttavia di produrre azioni da goal in contropiede in grado di mettere in apprensione la squadra avversaria.
Nelle ultime sei partite la Salernitana ha siglato appena tre reti, due delle quali sono state realizzate da Caetano Calil, di cui una su azione personale e l’ultima al “Bisceglia” su calcio di rigore. L’unico centrocampista ad andare a segno per i granata è stato Andrea Bovo in occasione del match pre-natalizio vinto con sofferenza al cospetto del Messina.
Sterile in attacco, eccessivamente rinunciataria ed appiattita su se stessa: così come orchestrata la squadra granata, di fatto, fa fatica a trovare la via del goal e se è vero che le squadre vincitrici dei campionati si distinguono per l’impenetrabilità difensiva, è altrettanto insindacabile che per poter vincere le partite occorra realizzare reti.
Logico, dunque, provare a spostare il baricentro un pò più in avanti, soprattutto per effetto delle caratteristiche dei calciatori a disposizione di mister Menichini che per la prossima partita interna con la Vigor Lamezia (la prima dei due turni consecutivi in casa), avrà a disposizione Gabionetta e Nalini.
Il 3-5-2, in verità schierato nel periodo d’oro delle sei vittorie consecutive più per necessità che per scelta, dovrà essere nuovamente accantonato, a maggiore ragione per sfruttare le caratteristiche importanti che la Salernitana può vantare dalla cintola in su.
Adottare un modulo che determinerebbe la necessità di tenere in panchina giocatori del calibro di Negro, Gabionetta e Nalini, rappresenterebbe un atto masochistico per eccellenza.
Sabato pomeriggio, al cospetto della squadra del salernitano Erra, la Salernitana dovrà provare ad aprire e chiudere prima la gara, evitando inutili sofferenze e patemi d’animo così come accaduto ad Aversa e non solo con il risultato sempre in bilico.
Calil necessita di maggiore assistenza, Negro, Nalini e Gabionetta di liberarsi da alchimie e compiti tattici per poter offrire tutto il proprio potenziale offensivo e di imprevedibilità.
Il coraggio dello scegliere, l’ardore e la volontà di provare sempre e comunque a vincere le partite, rappresentano una necessario modus agendi che il timoroso Menichini dovrà fare suo per non tarpare le ali ad una squadra che nonostante il secondo posto, sembra viaggiare costantemente con il freno a mano tirato.