Mercoledì la Salernitana si ritroverà al Volpe. Gregucci in attesa di incontrare la società. Fabiani ha già pronta la lista dei papabili sostituti

Settimana di riflessione, quella che ha succeduto la brutta prestazione di Frosinone, costata la fuoriuscita senza colpo ferire della Salernitana dai quarti di finale dei play-off.

Al termine di una stagione da ricordare al solo fine di evitare gli errori madornali commessi nel corso della stessa, la società di via Allende prova a guardarsi attorno per definire strategie e uomini da cui ripartire con più enfasi nel riformato campionato di Lega Pro che verrà.

Tutta da definire la scelta in merito al condottiero della nave, con Gregucci che in appena 90^ sembra aver perso la fiducia e stima incondizionata riposta dalla società in tutta la regolar season.

Le bacchettate di patron Lotito sul modulo e sugli uomini impiegati, potrebbero lasciare il segno nel tecnico granata che resta in attesa, “tra coloro che son sospesi” di una chiamata chiarificatrice, in grado di fissare il giorno giusto( lunedì, al massimo martedì prossimo) per sedersi a tavolino e confrontarsi sul da farsi.

A quel punto, non è detto che le parti raggiungano l’accordo, che solo due settimane rappresentava una mera formalità: Mezzaroma spingerebbe per la conferma di Gregucci, mentre da parte sua, Lotito comincia a guardarsi attorno dopo aver confermato in qualità di d.g. Angelo Mariano Fabiani.

Ugolotti, Braglia, Indiani, Gautieri, Capuano  e Simone Inzaghi restano in lizza, in attesa di una chiamata per conoscere e confrontarsi con la volontà della proprietà.

Prima, tuttavia, occorrerà sciogliere il “Lodo Gregucci“, per poi fiondarsi sulla conferma dei calciatori ritenuti utili alla causa e solo successivamente, stilare una lista dei desiderata del nuovo tecnico o perchè no, dello stesso Gregucci, da cui ripartire.

Mercoledì prossimo, intanto, la squadra si ritroverà al “Volpe” per l’ultimo allenamento in programma: l’occasione sarà propizia per lo scambio dei saluti, strette di mano, classiche di chi, terminate le “fatiche”, sa che difficilmente si ritroverà sotto lo stesso tetto.


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