Lotito, giunto a Caserta, avrà pensato di stare su Marte: passino pure i cori di scherno, ma l’esser stato costretto a lasciare l’impianto casertano prima della fine della gara, senza poter rilasciare interviste, ha del vergognoso.
Ed ancora, il team manager della Salernitana, Salvatore Avallone raggiunto da un gancio, presumibilmente, sferrato da un addetto alla sicurezza: il colmo dei colmi.
Se a tale siparietto, ci aggiungiamo il regalo dell’ Epifania del direttore di gara alla squadra di Campilongo, il quadro è completo.
Dulcis in fundo, in un angolo della tribuna del “Pinto”, osservatori ed accreditati della Salernitana, hanno avuto difficoltà ad accedere nel parcheggio antistante il settore principale dell’impianto casertano, dovendo subire, circondati da steward- alla stregua di animali in gabbia- le invettive di spettatori casertani protesi costantemente ad inveire e proferire improperi, senza che d’altra parte giungesse un segno-che sia uno-di provocazione.
La Casertana, con un rigore regalato e zero in condotta che attribuiamo al proprio pubblico, s’e’ aggiudicata una partita importante che la proietta negli altipiani della classifica.
In merito al sovoir- faire, beh, consentitecelo: c’e’ ancora da crescere e tanto.
La sconfitta (terza in campionato) della Salernitana, apre vecchie ferite in merito alla conduzione tecnica della squadra ed alla necessità di rivedere e correggere in vista della prossima trasferta in quel di Cosenza, gli errori che hanno portato l’undici di Menichini a dilapidare in così poco tempo un bonus di punti importante sulle dirette inseguitrici.
Prima che il Benevento(vittorioso a Castellammare) metta la freccia, la società dovrebbe prendere una decisione definitiva: eventuali dubbi sul tecnico di Ponsacco, dovranno essere fugati nel più breve tempo possibile: la trasferta di Cosenza è dietro l’angolo ed un ulteriore scivolone sarebbe deleterio per il morale. In un campionato così livellato, ogni punto, in particolar modo nel girone di ritorno, che aprirà i battenti dalla prossima giornata, risulterà essere decisivo.
La sconfitta di Caserta, l’ambiente che ha “accolto” i granata, deve offrire ai giocatori-qualora ce ne sia bisogno- un ulteriore motivo per il quale valga la pena andarsene via da questa categoria:in tutti i sensi.