Maradona, ancora polemiche

Continuano le polemiche tra Maradona e il resto del mondo, un mago del calcio che per destino attira su di se tanto male, quanto bene ha fatto e ricevuto anche.

Io un opinione personale ce l’ho, ma prima espongo i fatti.

Diego Armando Maradona

– Già una volta disse che secondo lui Pelè è Gay, poi oggi ha detto che è da museo, quindi quello che dice lascia il tempo che trova

– Su Platini ha detto “è francese, pensa di essere migliore del resto del mondo”.

A chi gli chiede chi sarà la rivelazione del Mondiale 2010, Maradona risponde che secondo lui Messi ha le carte il regola per emularlo nel mondiale vinto dell’86’.

Ora la mia opinione, SACROSANTA.

1 Perché mangio pane e calcio da quando sono nato.

2 Perché sono tifoso del Napoli e conosco vita, morte e miracoli di Maradona.

3 Perché ho un cervello, penso, e NON PORTO LA MUSERUOLA.

Dunque, Diego da quando ha cominciato la sua vita calcistica ha dato e ricevuto tantissimo.

Ha dato spettacolo, nella sua irriverenza e disprezzo (dovuto anche per la ragionevole ignoranza di chi è nato e morirà con un pallone tra i piedi) di tutto ciò che limitava la sua esplosiva genialità, ha pestato tanti piedi, e poco si è potuto contro uno che attirava folle ovunque andasse.

A Napoli ha spodestato le grandi squadre del nord, portando un’intera città a sentirsi finalmente sopra chi li ha sempre denigrati.
Ha vinto a livello mondiale, ha dato lezioni di calcio anche a Platini, ci sono cronache e video di gare contro la Juventus nella storia del calcio.

In cambio riceveva affetto da chi lo ha sempre visto come uno del popolo, mandato per il popolo. E non uno snob, un mercenario.

Ovvio dunque che attiri antipatie ovunque vada, Platini sa di non potersi avvicinare a Maradona, Pelè sa che il vero genio del calcio è Diego, che è stato massacrato dai difensori  avversari, perdendo anche il 30% di mobilità nel piede sinistro (prima di venire a Napoli). Non come il brasiliano che giocava in Brasile, in anni in cui la tattica de calcio italiano neanche sapevano cosa fosse, con difese di burro, e esultanze anche dei tifosi avversari ad ogni gol.

Maradona è lo zingaro del calcio, il plebeo, quello non acculturato che comunque dice la sua, che fa comunque di testa sua.

Forte da cadere e rialzarsi in continuazione, umile da prendere in considerazione i consigli dei suoi uomini di fiducia in campo.
Una persona, non uno accentratore di potere o un divo che cerca riscatto d’immagine criticando e giudicandolo.
Uno che l’invidia non sa neanche cos’è.


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