ARGENTINA (4-2-3-1): 22-Sergio Romero; 2-Martin Demichelis, 13-Walter Samuel, 6-Gabriel Heinze, 17-Jonas Gutierrez; 14-Javier Mascherano, 8-Juan Sebastian Veron, 7-Angel Di Maria, 10-Lionel Messi, 11-Carlos Tevez, 9-Gonzalo Higuain. Ct: Diego Armando Maradona.
NIGERIA (4-4-2): 1-Vincent Enyeama; 17-Chidi Odiah, 6-Danny Shittu, 2-Joseph Yobo, 3-Taye Taiwo; 19-Chinedu Obasi, 20-Dickson Etuhu, 15-Haruna Lukman, 14-Sani Kaita; 8-Yakubu Aiyegbeni, 18-Victor Obinna. Ct: Lars Lagerback.
ARBITRO: Wolfgang Stark (Germany).
La squadra del pibe de Oro parte subito forte, passa in vantaggio su angolo di Veron con Heinze, che va a segno di testa.
l’uno a zero da ulteriore fiducia all’Argentina che non spreca palloni e gioca la palla con calma e senza fretta, portando Messi ad un paio di conclusioni fantastiche, su cui però si supera il portiere nigeriano, mettendo entrambe le volte in angolo.
Dunque un Argentina che possiamo dire essere certa del passaggio del turno. Ha mostrato un buon gioco e può senz’altro migliorare.
La Nigeria ha provato ad abbozzare qualche reazione, ma l’inconsistenza dell’attacco si nota sia dal punto di vista fisico che nel senso della posizione, Nigeria che non fa mai paura, ma che comunque ha espresso un buon gioco a sprazzi.
Cosa che non può permettersi se vuole superare il turno, visto la Corea che si ritrova nel girone. Ovviamente per la Nigeria i giochi sono ancora aperti, deve incontrare Corea e Grecia, che devono giocare contro l’Argentina.
Lezione di stile comunque da Parte di Maradona, che si è dimostrato un tecnico capace di applicare la fantasia al calcio anche da allenatore, schierando perno centrale dell’attacco Argentino, Lionel Messi, che quando parte centralmente dalla trequarti non resta che atterrarlo. Infatti avere un centrale mobile ch non da punti di riferimento porta la difesa avversaria a salire o ad allargarsi per coprire gli esterni d’attacco pronti a inserirsi.