IL ROMANISTA (D. GIANNINI) – Una via di mezzo tra David Pizarro e Daniele De Rossi. Almeno per caratteristiche fisiche e senso di appartenenza al proprio club. Questo è Mauricio Pereyra, 20 anni, centrocampista del Nacional di Montevideo. Una delle promesse del calcio uruguaiano e perno della formazione della capitale. Il “Mauri” (che non ha niente a che fare con quello della Lazio), come lo chiamano i suoi fan sulla pagina Facebook a lui dedicata che già vanta più di 1200 iscritti, non fa certo del fisico il suo punto di forza. Alto solo 173 centimetri per 69 chili di peso, Pereyra nella struttura ricorda un po’ Pizarro ed è arrivato da un paio di anni in prima squadra dopo aver fatto tutta la trafila nelle giovanili del Nacional. A favorire la sua esplosione è stata la cessione dell’ormai ex compagno di squadra Nicolás Lodeiro, che lo scorso gennaio si è trasferito all’Ajax. Mauricio sembra essere il suo fratello più giovane, ma non gli piacciono i paragoni. «Siamo due giocatori diversi – ha detto in una intervista di qualche tempo fa -. Ma mi piace che la gente si aspetti molto da me come faceva con lui».
A dire il vero, anche per Pereyra si era già parlato di un trasferimento, ma non in Italia, bensì in Russia. Non se ne fece nulla e lui è rimasto per continuare la sua maturazione calcistica. Che puntuale è arrivata negli ultimi mesi, magari facendo affidamento anche sui consigli di una vecchia conoscenza della Roma: Gianni Guigou, ora suo compagno di squadra e di reparto. Grazie alla sua grande visione di gioco, all’intelligenza tattica, e alla facilità di fornire assist, Pereyra in patria è già considerato un predestinato. Ha giocato in tutte la selezioni nazionali a partire dalla under 15, proseguendo con la under 17 e la under 20. Un giocatore di personalità,
che non ha avuto particolare timori scendendo in campo al Monumental contro il River nella Copa Libertadores, quando era praticamente all’esordio.
Non è la sua caratteristica principale, ma quando c’è da andare in gol non si fa trovare impreparato anche grazie al suo destro potente e preciso. Come quello esploso contro l’Atenal nel torneo di clausura del campionato uruguaiano. Un esterno destro all’incrocio che fa intuire quali siano le sue potenzialità.
Anche se lui non si sente affatto arrivato: «Sono consapevole che posso fare molto meglio e continuerò a lavorare». Magari non più in Uruguay ma in Italia, per provare a fare il grande salto verso il calcio che conta. Quello che ha conosciuto bene Gianni Guigou. Uno che potrebbe dargli qualche consiglio sulla destinazione migliore.