Cannavaro il rinnovo, perchè si

Quando sei un calciatore, anche di livello, e non cominci un annata come si deve, magari perchè è la squadra a non girare, magari perchè sei tu a non essere concentrato.

Bene sono solo due le cose che puoi fare, asciarti andare o rimboccarti le maniche.

Ma la cosa non è così semplice, soprattutto se ti chiami Cannavaro.
Se sei fratello di Fabio. Hai un cognome che pesa, giochi nel suo stesso ruolo.

Ma tu sei Paolo, tu sei sceso in B per il tuo Napoli, tu combatti con i denti. Tu combatti con il cuore. Tu combatti per la maglia.

Ed ecco allora che la svolta arriva dopo quasi metà campionato, le disavventure difensive si trasformano in interventi di grande spessore,  la porta viene blindata, ci si immola su ogni tiro dalla distanza lanciandosi contro un pallone tanto veloce che sai che farà male, ma non importa. E’ la maglia che conta.

Adesso, dopo un campionato peno zeppo di soddisfazioni, con l’approdo in europa e la fascia di capitano cucita al braccio, è giunta l’ora del rinnovo del contratto.

Paolo ha disputato una stagione non indifferente ed il presidente De Laurentiis è una persona riconoscente verso chi lavora bene.

Lo stesso discorso vale per Gianluca Grava, relegato in C con il Catanzaro, che non gli rinnova il contatto, Marino lo blocca a parametro zero, lui abbrccia il progetto Napoli, e dopo 6 anni eccolo diventare (da vorace divoratore di panchine e tribune) uno dei perni della difesa campana.

Succede questo quando un allenatore nuovo arriva e ti tocca l’orgoglia, ti strizza le palle e ti manda in campo a romperti il culo. Succede questo quando sai di doverlo a milioni di tifosi, succede questo quando senti la maglia come una seconda pelle, quando la indossi e senti che sarà un’altra battaglia da vincere, per te, la tua città, la tua squadra.

Succede poi di conseguenza che il rinnovo è cosa praticamente fatta.


Exit mobile version