Vorrei premettere che già sono stufo di sentir dire che abbiamo fatto la stessa fine della Francia, NO!!!
E’ vero siamo usciti anche noi nella fase a gruppi, ma la differenza sta nelle lacrime di Quagliarella e l’ammutinamento all’interno dello spogliatoio francese.
I Francesi sono usciti arrecando un danno di immagine alla loro nazione, noi invece siamo usciti lottando addirittura l’ultimo quarto d’ora.
Siamo Fuori (vedi il quadro ottavi e la classifica del girone F), so che molti cercheranno i colpevoli di questo fallimento, io vi dico però, non cercate, guardate, è lì sotto gli occhi di tutti.
Marcello Lippi. Lui è il colpevole.
Perché?
E’ sotto gli occhi di tutti, in più non abbiamo perso immeritatamente, anzi, ce la siamo cercata e l’abbiamo trovata.
Sono anni che sento parlare di solidità del gruppo, ma il gioco è mancato dall’inizio del Lippi bis, l’evidente sindrome da riconoscenza verso i campioni del 2006, ha reso cieco il selezionatore della nazionale.
I segnali provenienti dalla figuraccia alla Confederation Cup del 2009, proprio in Sud Africa, non sono stati presi in considerazione, ma anzi, Lippi si è fissato, ed ha continuato per la sua strada.
Tanto di cappello, ma un po’ “adattabilità” in più non farebbe male.
Dal Campo infatti erano da rilevare i problemi.
No, lui invece è andato avanti convinto. Perseverando nei suoi errori.
Vedi Iaquinta.
Adesso Lippi si è preso le sue responsabilità, riconoscendo le proprie colpe.
E vorrei vedere.
Una figuraccia così, io da Italiano non me la ricordo, ma voglio essere comunque ragionevole, è mia abitudine provare a ragionare sulle cose.
Perché Lippi si è comportato così?
Le Convocazioni sono state molto criticate, io per primo, e sono d’accordo che i fenomeni Lippi a casa non li ha lasciati, infatti sono al mare.
Anche se per fenomeni veri, non se ne vedono molti nel campionato Italiano, il motivo?
Il Mancato ricambio generazionale.
L’Italia di Lippi finisce ultima nel girone più facile del Mondiale. Esce con la coda tra le gambe da una competizione che ha fatto registrare il fallimento totale del calcio italiano.
Non posso credere di aver preso un gol dal tocco di mano del portiere. Non l’ho mai visto.
Poi la presunzione nell’affrontare squadre di rango più scarse che come noto al mondiale danno l’anima.
Il Calcio italiano non è in crisi però, attenzione, noi abbiamo una risorsa di calciatori eccezionali, anche giovani. Solo che Lippi non li ha convocati.
Sponsor? Procuratori? Riconoscenza?
Comunque io Sono contento che siamo usciti adesso, in questo modo, almeno possiamo evidenziare il problema reale e capire dove, come e quando intervenire.
Questo è l’annozero del calcio italiano, il 2010.
Il problema emerso è la necessità di una nuova rifondazione del calcio italiano.
Abbiamo capito che c’è qualcosa da fare, ma cosa?
Puntare sui giovani, trovare il modo di valorizzarne maggiormente la crescita.
Ora la Palla passa a Cesare Prandelli, ed a lui proprio le squadre italiane dovranno dare a Cesare quel che è di Cesare, ossia rifornirlo di giovani abili e arruolabili per impostare l’ossatura della nuova italia.
Questo è il momento, l’anno 1 d.L. (anno uno dopo Lippi).