Lotito, quo vadis? Menichini, delegittimato da una parte del gruppo, resta ancora in sella. Con il Martina Franca gara decisiva

Ne avesse azzeccata una, che sia una….

Parliamo in termini di tecnici per quanto concerne la scelta del condottiero granata.

Partito con Perrone ( per necessità, più che per credenziali del tecnico romano) in serie D, dopo aver conseguito la promozione in  Seconda Divisione, il co-patron Claudio Lotito, che aveva da sempre difeso un suo “amico-fraterno”- salvato da Iannarilli, che svettò il calcio di rigore in quel di Fidene nella penultima giornata del campionato di quarta serie- si ritrovò a peggiorare l’andazzo, affidando una vera e propria corazzata a mister Galderisi ( esonerato dopo il pareggio interno con l’Aversa Normanna e sostituito da Perrone che condusse la squadra al salto in Prima Divisione ).

Ed ancora, l’odio-amore con Carlo Perrone si manifestò all’alba della partenza per il ritiro estivo prodromico della scorsa stagione, con il pullman della squadra granata privo del proprio condottiero: a distanza di poche ore, in luogo dell’allenatore “autore” della cavalcata vincente dalla serie D alla C1, si trovò per caso mister “leggenda”, alias Stefano Sanderra.

Gli effetti furono devastanti, in particolare a danno di Grassi-primo acquisto della campagna trasferimenti estiva- giocatore che nel corso della stagione con goals ed assist vincenti, si rivelò decisivo per le sorti del Pontedera, essendo rispedito in Toscana perchè poco avvezzo al gioco offensivo di Sanderra.

Poco male,  giacchè da lì a poco, il trainer granata fu esonerato e sostituito dal “Perrone-ter”: l’esordio in quel di Benevento vittorioso con doppietta di Guazzo e la successiva disfatta interna con il Grosseto, rappresentarono l’emblema dell’approssimazione della società di via Allende nell’allestire una squadra degna di tal nome ed affidata a tecnici di medio-basso profilo.

Il campionato, come tutti sanno, si concluse con l’arrivo in sostituzione di Perrone (silurato per la terza volta) di mister Gregucci ed il  posizionamento e conaeguente piazzamento dei granata ai margini della zona play-off  della squadra,  con la “chicca” finale della brutta figura del “Matusa”.

Altro giro, altra corsa nell’attuale stagione agonistica: questa volta a farne le spese è stato Mario Somma, che per divergenze con il ds Angelo Mariano Fabiani, è stato  costretto a farsi da parte in favore di Leonardo Menichini ( fautore della scuola di Mazzone), pur avendo in qualche modo fatto meglio di Carlo Perrone, riuscendo a partire sul treno che dopo una serie di traversie, portò la Salernitana in ritiro con una squadra adatta maggiormente a disputare un torneo di calcetto (numericamente parlando).

Ebbene, i danni della scelta tecnica approssimativa, anche quest’anno si sono fatti sentire: incapacità di gestire il gruppo, scelte tecniche da Horror, sostituzioni inutili e poco avvezze a consentire al roster a disposizione del tecnico d Ponsacco, l’esplicazione delle proprie qualità di base: c’e’ proprio di tutto nel calderone granata, che pian piano sta facendo trasbordare i malesseri camuffati dalle giocate risolutive dei singoli.

Dulcis in fundo, i cambi effettuati da Menichini nel match di Cosenza, con Nalini prima e Perrulli poi ad alternarsi nel ruolo di  punta centrale (secondo lo stile Barcellona), a cui ha fatto da seguito il passaggio al 4-2-3-1 e l’inserimento di Ettore Mendicino negli ultimi 15 minuti dell’incontro, sommati alle scelte alquanto discutibili (eufemismo), poste in essere nel corso della cavalcata dei granata ( grazie alle gesta dei singoli rivelatasi vincente fino a ieri), da soli basterebbero per silurare il tecnico di Ponsacco.

Eppure, Lotito aspetta sornione che giunga il rederationem, con uno spogliatoio in fibrillazione ed una squadra timorosa, totalmente incapace di effettuare tre passaggi di fila al cospetto del modesto Cosenza.

Ci verrebbe da chiedere-dato l’immobilismo del co-patron- se sia davvero reale l’intenzione dichiarata ai quattro venti di puntare alla conquista del campionato dalla porta principale.

L’assenza di gioco, i 4 punti in altrettante partite conquistate e  l'”impotenza” in zona goal, dovrebbero costituire segnali inequivocabili di una crisi devastante.

La Salernitana invece di somministrare le giuste medicine, ha deciso di curare il virus interno con la “camomilla”.

Peccato che il Benevento e le dirette inseguitrici non scherzino.

Ed allora,  a distanza di un anno dagli errori che hanno contrassegnato una parte del 2014-puntualmente ripetutisi nell’ affidamento dell’attuale organico a Menichini, va de se’ la riproposizione del medesimo tormentone che da un anno e mezzo a questa parte recità più o meno così: LOTITO, QUO VADIS?


Exit mobile version