Una volta che dice bene…

Calderoli, ministro della semplificazione, il che significa che sta li per dire stronzate, una volta tanto a mio avviso ha detto una cosa sacrosanta.

E’ giusto che in tempi di crisi anche i calciatori rinunciano a parte dei loro introiti, mi chiedo infatti com’è che la manovra non tocchi il mondo del calcio che ha un peso non di poco sul Pil italiano. il 5% se non ricordo male.

Una barca di soldi che serve a tenere buoni e distratti noi cittadini, chiamatelo intrattenimento o distrazione di massa, fatto sta che il calcio deve essere ridimensionato proprio perchè ci sono in ballo tanto di quei soldi che rischia una disaffezione dal pubblico schifato dai troppi guadagni dei calciatori.

Io sono tra quelli che una volta tanto pensa che Calderoli abbia detto una cosa decente.
Secondo me è giusto andare a toccare i redditi dei calciatori, magari con una norma apposta che preveda una tassazione più elevata per chi guadagna più di2,5 milioni l’anno. E vedi quanti soldi rientrano, visto che Tremonti, il ministro del tesoro va a toccare di tutto perhcè come dice Totò è la somma che fa il totale. Perchè non il clacio.

C’è il rischio e la paura che i grandi campioni stranieri scappino o non vengano più in Italia, meglio, vuol dire che si darebbe più spazio ai talenti di casa nostra, che sono relegati a ruoli di comprimari fino all’età di mezzo (25 anni), mandati in provincia a fare esperienza, per poi magari bruciarli.

C’è il rischio che i mecenati siano costretti a sborsare di più per adeguare i contratti  alla nuova ipotetica norma, per trattenere i top player.
Meglio, più lordo, più entrate al fisco, meno pressione fiscale sui già tanto martoriati cittadini.

Insomma, non ci sarebbe nulla di male, e invece Una volta che dice bene… lo zittiscono.

Allora di che è un paese ridicolo, parafrasando Cannavaro che quando si tratta di soldi non guarda in faccia a nessuno, neppure alla sua maglia del cuore, preferendo gli arabi.