Serie A, scoppia l’Inferno
Mentre il Mondiale in Sud Africa si appresta a vivere gli ultimi giorni, il peso dei suoi verdetti già si fa sentire.
Il Brasile appena eliminato dall’Olanda nei quarti di finale si appresta a vivere la rivoluzione che hanno vissuto le squadre che hanno fallito (ad eccezione dell’Inghilterra).
In Francia il presidente di Lega si è dimesso, il tecnico è cambiato, e i calciatori saranno diversi, si ricomincia un nuovo ciclo.
In Italia invece, è cambiato il tecnico ma non il presidente di lega, presidente che proprio ieri, al termine del consiglio di lega ha comunicato la decisione (presa a maggioranza), del ritorno ad un numero massimo di Extracomunitari che possono giocare nel nostro campionato ad uno per club.
Dunque si potrà tesserare un solo extracomunitario all’anno e sempre in sostituzione di uno già tesserato.
Si prevede un vero e proprio esproprio ai piccoli-medi club che fanno della ricerca la linfa vitale della loro economia e con loro i grandi club, che trovano in loro un buon bacino da cui attingere.
Dunque il fronte della LEGA di A è compatto conto questo provvedimento, che comporta il cambiamento in extremis di tutte le strategie di calciomercato, comprese le trattative intavolate fin’ora.
Duri gli interventi di Lo Monaco ieri sera a SportItalia, così come i commenti dei vari presidenti, tra cui Cellino che rischia il deferimento per le sue parole, come sempre sopra le righe.
Il VERO MOTIVO per cui è stata presa una decisione del genere è dovuto alla figuraccia della nazionale italiana ai mondiali.
L’OBIETTIVO sarebbe quello di dare maggiore spazio ai giovani di casa nostra, aumentandone il minutaggio nelle gare giocate.
Ma a questo ovviamente andrebbe aggiunto tutto un complesso lavoro sulle strutture e l’organizzazione del settore giovanile del nostro calcio.
Senza prendere in considerazione che il giorno dopo l’apertura della finestra di mercato un provvedimento del genere nuoce a tutti, infatti indebolirà e non poco le nostre squadre nelle competizioni europee, senza contare l’abbassamento di livello che subirà il nostro campionato.
Onestamente il provvedimento mi sembra corretto, ogni tanto va data una rinfrescata al calcio nazionale, solo che potevano adottare questa scelta dalla prossima sessione di mercato, così da dare tempo ai club di riorganizzarsi.
Anche se è comunque una soluzione atipica perché ad esempio, il numero di extracomunitari per squadra nei paesi calcistici europei è abbastanza ampio:
- In spagna, 4+2
- In Germania, numero libero
- In Portogallo, numero libero
- In Olanda, numero libero
- In Francia, 4
- In Svizzera, 10
- In Inghilterra è molto complesso.
Non mi sembra che le nazionali di queste nazioni siano da buttare, anzi, spesso i loro calciatori sono oggetto di mercato di molti club europei.
Una situazione comunque da proporre, si, ma con una attenta analisi delle potenzialità e dei limiti che pone per sua drastica natura.
Il problema a mio avviso, ora come ora, è dei giornalisti e di tutti quelli che campano con il calciomercato, o meglio con il fantamercato.
Non potranno più sparare nomi a cazzo.
Sono comunque sicuro che questa decisione sarà ridiscussa, visto che i club di Serie A, si sentono penalizzati e sanno di essere loro a portare avanti la carretta.
Carretta: Tutti i soldi che girano nel calcio, partono dalla Serie A. Anche quelli che arrivano in prima categoria.
- Scrittore e Blogger
