Vittoria fondamentale senza strafare. Mendicino e Gustavo si confermano. Volpe riabilitato.

Gustavo.

Una Salernitana ordinata, volenterosa, nonostante i limiti strutturali non del tutto colmati con il mercato di riparazione,  ha avuto  la meglio rispetto ad un Ascoli che ha palesato su di un rettangolo verde, ormai in condizioni che travalicano  i limiti della praticabilità e delle decenza, tutta la pochezza tecnica di una stagione transitoria per i bianco-neri.

Gregucci, rivoltando la squadra come un calzino  dal centrocampo in giù, ha dato un segnale al gruppo con l’esclusione eccellente dall’undici base di Manuel Mancini, autore di una pessima prestazione al cospetto dell’Aquila.

L’assenza del centrocampista di Ostia, a cui il trainer granata ha preferito Ampuero, ha tuttavia condizionato la manovra dei granata, con Pestrin che ha confermato tutti i limiti caratteriali e tecnici, acuiti da un modulo che non enfatizza le proprie caratteristiche tecnico tattiche.

In attacco, Mendicino ha corso per quattro,  ricoprendo tutto il fronte offensivo e favorendo l’inserimento dei centrocampisti e degli esterni in area di rigore, ma al contempo è risultato poco lucido in alcune limpide azioni da rete.

Mounard ed Ampuero non hanno brillato, a differenza di Gustavo che di partita in partita, sta dimostrando di avere quelle doti balistiche ed organiche utili per supportare un modulo che richiede un grande dispendio di energie fisiche, quelle stesse che mancano in molti dei componenti della formazione granata, rappresentando il vero cruccio di Angelo Gregucci:gli allenamenti a fine gara dei giocatori non impiegati in partita, sono l’emblema dell’urgenza dello staff medico di rimettere in sesto un gruppo avente una condizione fisica in crescendo ma non ancora uniforme ed idonea al modulo pensato da Gregucci.

Più presente e maggiormente volitivo, pronto a immedesimarsi in un ruolo non proprio confacente alle proprie caratteristiche, è risultato Alessandro Volpe, che dalla gara con il Grosseto di Coppa Italia, grazie allo psicologo Gregucci, sembra essersi destato dal torpore generale che ne aveva determinato il lento declino fino all’occupazione stabile dei gradini della tribuna dell’Arechi.

L’opera di restyling sta per esser completata:il giocatore per le proprie qualità, potrebbe davvero rappresentare un rinforzo in casa fondamentale per conferire maggiore fosforo e qualità di palleggio al centrocampo tutto cuore e muscoli della Salernitana.

Insomma luci ed ombre sono emerse dal match con l’Ascoli, che tuttavia vale la seconda vittoria consecutiva tra le mura amiche(record stagionale) ed il terzo risultato utile consecutivo.

I sette punti in quattro partite sono un buon viatico per il terzo corso tecnico Gregucci, ma sull’insegna campeggia ancora la scritta “working in progress”