Che fine ha fatto… Manuel Mancini?

mancini contro beneventoCruccio di patron Lotito, che l’ha inseguito per tutta l’estate al fine di convincerlo ad apporre la firma in calce al contratto scaduto a termine di una cavalcata vincente in seconda divisione che l’aveva visto tra i principali artefici della rimonta granata.

Manuel Mancini, di professione centrocampista di qualità, stimolato  dalla vantaggiosa offerta economica proveniente  dalla serie B tedesca,  ha inizialmente declinato le avance di Lotito, tuttavia poco propenso ad abbandonare l’idea di accoglierlo nuovamente a braccia aperte.

Nel corso della presentazione dei tre colpi da 90^ del mercato estivo(Esposito, Volpe e Foggia n.d.r.), Lotito espressamente palesò l’interesse ad agire sotto traccia per provare a persuadere il “genio” della lampada a ritornare all’ombra dell’Arechi.

Dopo un tira e molla protrattosi a seguito della chiusura ufficiale delle liste, Mancini, corteggiato dal Bayern Monaco B, decise di sottoscrivere un nuovo contratto con la Salernitana a fine Novembre.

Il recupero del forte centrocampista è stato lento e graduale, complice la mancanza di una preparazione ad hoc utile a ritrovare la forma perduta.

Mancini torna al goal con la maglia granata nel match interno con la Paganese, evitando al 90^ la beffa della sconfitta interna al cospetto della squadra azzurro-stellata.

Con l’arrivo di Gregucci, Mancini mostra subito di voler fare le cose per bene: nel 4-2-3-1 del neo trainer granata, l’ex Verona e Gallipoli viene sacrificato nella posizione di trequartista alle spalle dell’unica punta, derogando dal ruolo di mezz’ala di sinistra che per inserimenti e reti pesanti, ne aveva contraddistinto in seconda divisione, il proprio rendimento.

Gioca spalle alla porta, ma seppur a sprazzi riesce a servire assist invitanti ai propri compagni: basti pensare alla gara interna con il Barletta in cui Mancini segna e fa segnare.

La parabola delle prestazioni, dì lì in poi comincia ad esser discendente: la prima gara in trasferta con Gregucci in panchina, vede il centrocampista di Ostia più volte esser richiamato dal trainer granata,  complice l’assoluta incapacità di incidere sul match.

La brutta prestazione offerta  costa cara a Mancini, addirittura escluso dai diciotto convocati nel match con l’Ascoli, a cui il fantasista di Ostia assiste da spettatore interessato in Tribuna.

Mancini torna in campo tra luci ed ombre, ma è costretto a fermarsi, complice una fastidiosa gastroenterite che l’obbliga a saltare la finale d’andata di Coppa Italia di Lega pro con il Monza.

Dopo quattro giorni, Mancini figura, solo per onor di firma tra  i titolari nel match di  Grosseto, ma la prestazione offerta è ancora ben al di sotto delle proprie qualità.

Dulcis in fundo, a margine di un periodo non certo felice, un  virus intestinale lo costringe a sottoporsi ad una visita specialistica ed ulteriori accertamenti che lo tengono fuori dal rettangolo verde nelle gare con Catanzaro e Frosinone.

Alla ripresa degli allenamenti di ieri pomeriggio, Mancini  figura ancora tra gli atleti sottoposto a percorso di riatletizzazione alla pari degli infortunati cronici, Esposito e Molinari.

La sua presenza nel match di Domenica prossima con il Pisa è ancora in forte dubbio: la trasmissione “chi l’ha visto” comincia a raddrizzare le antenne…