A Melfi sulle ali di Super Mendo. Squalificato Calil, l’attaccante è pronto a festeggiare con goals pesanti il suo 25° compleanno
Mendicino-Salernitana: una storia tutta da scrivere, ma che ha già regalato grandi emozioni.
Dovesse effettuare un remake del primo anno e mezzo in maglia granata, Ettore avrebbe tutte le ragioni per essere furioso con la dea bendata.
Tutto cominciava nell’estate del 2013, allorquando Mendicino, giunto via Lazio a Salerno, veniva costretto a stare ai box per problemi fisici.
Patron Lotito, in fondo, ha sempre creduto nelle qualità di un attaccante che non è riuscito mai esplodere pur essendo dotato di grandi doti tecniche: dopo aver effettuato il rodaggio, Mendicino, valorizzato da mister Gregucci, con la partenza di Matteo Guazzo e l’arrivo di “panzer” Fofana, ha avuto l’occasione che aspettava, giocando con continuità e caricandosi sulle proprie spalle tutto il peso dell’attacco granata.
La stagione scorsa, conclusasi con l’inopinata sconfitta agli ottavi di finali al cospetto del Frosinone, vide Mendicino assoluto protagonista, in particolare nel corso dell’era Gregucci, con lo score finale che indica 21 presenze ed otto reti ( alcune di ottima fattura) messe a segno.
Altro giro, altra corsa: ad inizio del ritiro pre-campionato in quel di San Vito di Cadore, nel 4-2-3-1 di mister Somma, Mendicino si sacrifica nell’insolita veste di sotto punta senza proferire parola, in attesa di dare il meglio di sè ad ogni occasione concessagli dal trainer granata.
Di lì a poco il terremoto sportivo, l’ennesimo che negli ultimi due anni di seguito ad adiuvandum con la calura estiva, si abbatte sulla Salernitana ed i propri tifosi: l’addio di Somma fa da preludio all’arrivo di Leonardo Menichini e del proprio fido scudiero Caetano Calil.
L’Ettore “furioso” pian piano si vede inesorabilmente scavalcare dall’ex trequartista di Crotone e Varese.
Eppure, ad inizio campionato, a salvare la panchina del trainer di Ponsacco a seguito della cattiva prestazione di Cosenza e l’iniziale svantaggio in quel di Martina Franca è proprio l’ex enfant-prodige della primavera laziale: il colpo di testa a pochi minuti dal fischio finale è debole ma angolato quanto basta per regalare dopo l’1-1- siglato Calil, tre punti fondamentali ed al cardiopalma per la Salernitana.
La storia, si sa, è magistra vitae ma con Mendicino, in particolare, risulta essere beffarda ed al contempo imprevedibile: Sotto di due reti al cospetto dell’Aversa Normanna dinnanzi al pubblico amico, Mendicino e Negro subentrano a partita in corso ed hanno, nuovamente, sulla stessa un effetto tsunami: prima di testa e successivamente di piede- a cercare frontalmente la porta su assist dalla destra di Nalini- Mendicino si ripresenta così sotto la curva Sud a distanza di soli sette giorni dalla rimonta in terra pugliese, chiedendo spazio e maggiore considerazione al proprio allenatore.
Il resto è storia recente con l’infortunio patito al ginocchio e successivamente l’incidente di Matera costato un trauma cranico ed un mese di stop forzato.
Dal rientro dall’infortunio, Mendicino ha faticato a trovare la condizione, vittima di qualche scelta non proprio felice di mister Menichini, tendente a sacrificare le punte a disposizione in favore della fase difensiva ad oltranza.
Con l’Aversa Normanna ha disputato una prova di grande sacrificio, sfiorando in un’occasione il goal, mentre al cospetto della Vigor Lamezia non ha brillato alla stregua della squadra.
Sabato prossimo, Mendicino avrà un’occasione d’oro da sfruttare: complice l’assenza di Calil per squalifica, infatti, l’attaccante potrà (ri)caricarsi tutto il peso dell’attacco sulle proprie spalle, diventando come un anno fa l’unico punto di riferimento della squadra granata.
Salerno e la Salernitana necessitano dei goal belli e preziosi di un Mendicino sempre più in versione super, pronto ad emettere un urlo liberatorio e di rivincita personale, regalandosi e regalando ai tifosi la più bella gioia per il proprio 25°compleanno. Super Mendo è pronto ad indossare il mantello , il Melfi è avvertito.
- Scrittore e Blogger
