IL “Morbo” tecnico che attanaglia la Salernitana. Bovo e Cristea silurati dal trainer. La punta a colloquio con Tare.

DSC_2218C’è un morbo tecnico nella Salernitana, più forte delle immense qualità  in seno al gruppo granata.

La pochezza tecnica del trainer di Ponsacco non in grado di effettuare scelte coerenti fin dall’inizio gara ( l’impiego dell’infortunato Calil e di Bocchetti ne sono un esempio lampante) nè di intervenire in corso d’opera, costituisce un virus che non sempre gli autogestiti calciatori della Salernitana sono in grado di superare attingendo alle proprie doti personali.

Le scelte imbarazzanti di formazione poste in essere da Menichini, denotano un fare tipicamente “Mazzoniano” con il quale si prefigurano delle gerarchie insuperabili e non sovvertibili dallo scadimento di forma dei cosiddetti “titolarissimi”.

Ed allora, accade che Andrei Cristea, da un mese alle dipendenze del tecnico di Ponsacco, nonostante la penuria di palle goal costruite dalla Salernitana, venga fatto “bollire” nel riscaldamento per poi essere riposizionato nelle retrovie.

Succede che Andrea Bovo, di professione centrocampista, sia di colpo diventato un precario nello scacchiere di Menichini che impiega l’ex patavino con il contagocce nonostante un Favasuli stremato da un impiego reiterato per tutto l’arco di questo campionato.

La partita con il Matera (squadra giovane e sbarazzina), giocata a grandi ritmi dagli uomini di mister Auteri è stata peggiore di quella disputata al cospetto del Foggia: non è un caso che le maggiori difficoltà la Salernitana le lamenti con le squadre più organizzate, dotate di forza atletica ed un’identità di gioco pregnante.

Allorquando Menichini è chiamato ad intervenire per ricomporre il puzzl si verifica il terremoto: la sostituzione di Favasuli con Franco ed il  conseguente passaggio alla difesa a 5, l’impiego dell’impalpabile Calil fin da inizio gara e la fiducia riposta in un “inguardabile” Bocchetti sono le colpe del “manico” che una Salernitana con il fiatone ha dovuto pagare sul rettangolo verde.

Vincere senza provare ad osare risulta alquanto difficile, coprirsi in difesa può diventare un boomerang e così è stato.

La virtù sta nel mezzo, nella capacità di gestire forze ed uomini a seconda delle circostanze: in tal senso, meriterebbero maggiore considerazione sia Bovo che Cristea: il bomber romeno, giunto da ormai un mese a Salerno ha calcato l’erba per soli 5^ in quel di Melfi senza più trovare spazio per scampoli di gara, nonostante un Mendicino apparso ai più non particolarmente brillante.

La punta rumena, che dapprima ha sfogato la propria rabbia scalciando una bottiglia d’acqua, ha lasciato l’Arechi visibilmente rabbuiato salvo essere a coccolato dai tifosi granata che all’uscita dall’impianto di via Allende, hanno confermato la propria fiducia nel calciatore, delegittimando il tecnico granata.

A breve Cristea avrà un colloquio con il suo mentore Igli Tare, lo stesso che ancora oggi caldeggia mister Menichini, divenuto ormai incontrastato al punto tale da boicottare il “pupillo” del ds Laziale, colui al quale il trainer di Ponsacco deve rendere grazie per essere bollato sulla panchina granata.

Paradosso per eccellenza, peccato che lo stesso Claudio Lotito, avendo intuito il pericolo, cominci da dietro la panchina a sbraitare ed impartire direttive tecniche ai

Questioni di manico, ormai  diventato in negativo un marchio di fabbrica ed assunto dal Benevento ad unica speranza per riprendersi la vetta.

E’ proprio vero: nonostante il “rum” versato, Menichini non diventerà mai un “babà”….