Gregucci guida l’allenamento al “Volpe”. Assente la società. Lotito vuole cambiare registro, il tecnico aspetta un segnale.

lotito saluta i tifosiSituazione di calma apparente come di questi tempi, nella scorsa stagione, con Perrone che virtualmente confermato finì per rifiutare il nuovo incarico il giorno precedente la partenza per il ritiro.

Oggi come ieri, c’e’ un professionista che fino al trenta Giugno, è da contratto, tenuto ad allenare ciò che resta dell’organico a disposizione, risultando esser assolutamente ignaro del proprio futuro a Salerno.

L’assenza della proprietà, ieri pomeriggio, nel corso della ripresa degli allenamenti preventivi al rompete le righe,  fa più rumore delle parole, è indicativa dell’indecisione che regna sovrana nelle stanze di Villa San Sebastiano.

Un impegno già in scaletta su sponda Lazio, secondo i bene informati, avrebbe costretto il patron a non sedersi a tavolino con Fabiani, Mezzaroma e Gregucci.

La sensazione, tuttavia, è che dalla gara di Frosinone, il co-patron della Salernitana voglia cambiare registro, puntando su un allenatore che a differenza dell’attuale tecnico, abbia per palmares, acquisito l’esperienza necessaria per vincere i campionati di Lega Pro.

Lotito ha un chiodo fisso che da giorni ha un nome e cognome: Carmine Gautieri, assertore del 4-3-3, modulo che il patron ritiene ad hoc per quei pochi calciatori rimasti in rosa ed in particolar modo, per il pupillo Pasquale Foggia.

L’ex allenatore del Lanciano, quest’anno al Varese, piace e non poco a Claudio Lotito, che in cuor suo avrebbe già scelto, prendendo tempo per quanto concerne la fissazione dell’incontro chiarificatore in un senso o nell’altro con Gregucci.

Di contro, c’e’ Marco Mezzaroma che viaggia su un binario parallelo, volto a premiare la linea della continuità.

Nel mezzo c’e’ la squadra da costruire ed una piazza che aspetta i primi segnali di reviviscenza.

Eppure, come l’anno scorso c’e’ chi predica calma, sottolineando che la stagione in divenire è ancora lontana: madornale errore, niente di più di quell’insana approssimazione che ha generato una stagione, quella attuale, fin troppo presto andata agli archivi.