Guarda chi si rivede:Pasquale Foggia e quel numero “7”…

foggia-e-volpe-150x150L’hanno coccolato, aspettato, criticato, fischiato, salvo tributargli i primi, sentiti e convinti applausi, a margine di una prestazione cuore e grinta, abbinata alla tecnica sopraffina, soffocata dalle deludenti ed incolori prestazioni del recente passato.

Pasquale Foggia è tornato per 90^ il giocatore dei bei tempi, in grado di saltare l’uomo, rincorrere l’avversario fin nella propria trequarti di campo per poi tagliare in fase offensiva da destra verso il centro, facendo saltare marcature e nervi agli avversari, impotenti dinnanzi alle proprie doti.

L’esterno tutto brio e forza fisica, ha dimostrato che in fondo quel numero “10” dietro le spalle proprio non gli confà: più dinamico, esplosivo, maggiormente a suo agio con il numero 7, questa volta del tutto corrispondente alla posizione in campo ed alla relativa prestazione.

Rilegato in un preciso schema tattico, abbandonato tra le linee, Foggia s’e’ incupito, nascondendo quel bagaglio di tecnica che ne ha contraddistinto la carriera in massima serie.

Gregucci ha saputo toccare le corde del calciatore, che nutre nei confronti del trainer granata una stima ed un profondo senso di amicizia, fuori e dentro il campo.

Tirato a lucido, bacchettato e responsabilizzato, Foggia è tornato quasi quello di un tempo, nella posizione a lui più congeniale di esterno offensivo, abbinando quantità e qualità:soltanto il sesto palo stagionale gli ha negato la gioia del goal sotto quella Curva Sud, che delusa dal “fratello” minore, fin qui visto all’Arechi, pregusta nuovamente le giocate del talentuoso calciatore partenopeo, di cui ha cominciato a beneficiarne personalmente, Ettore Mendicino(vedasi azione in verticale conclusa con il pallonetto dell’attaccante).

Da falso numero “10” ad esterno classico di quantità e qualità da “7” per eccellenza, Pasquale Foggia ora è chiamato a dare un calcio alla sfortuna, perchè prova e riprova, il palo non può vincere per sempre…

Ben tornato, PF7.