Lotito e la critica della ragion pura. “Rayman” Cristea è la conferma: Menichini è una “bestemmia”……
L’uomo della provvidenza divina, evocato ad alta voce da patron Lotito contro il Matera, nonostante le orecchie da mercante di Leonardo Menichini. Un assist ed un goal a tempo scaduto che valgono mezza serie B: sono le gesta di un calciatore, Andrei Cristea, tenuto da due mesi a questa parte in naftalina dal tecnico di Ponsacco perchè ancora “fuori dagli schemi”… Chissà quanto le due prodezze personali dell’attaccante rumeno, che hanno segnato una partita e probabilmente il campionato, siano frutto della messa in atto dei dettami del tecnico. Di fatto, a sette giornate dal termine, costituiscono la firma in calce a mezza promozione in cadetteria. La rete dell’attaccante rumeno, mortificato da un riscaldamento prolungato a bordo campo per poi essere messo da parte, appena qualche giorno fa, è l’ennesima prova che le urla e le indicazioni di Lotito avevano un fondamento. Il nuovo “rayman” granata, sotto la pioggia di Catanzaro ha sintetizzato in appena 40^ minuti di gioco tutte quelle qualità di cui la Salernitana necessitava per ottimizzare le palle che cambiano una stagione in area di rigore. L’assist per Maikol Negro ed il diagonale scaraventato con violenza in porta a pochi secondi dal fischio finale, possono bastare per certificare la bontà di un atleta vittima delle gerarchie di un trainer miope ed incapace di attingere a piene mani da un organico completo e forte in ogni reparto. La vittoria (prima nella storia) conquistata al “Ceravolo” è la dimostrazione lampante che la Salernitana, seppur priva di elementi insostituibili in formazione base, abbia ugualmente gli uomini in grado di poter sfoderare quel colpo ad effetto che ti cambia una partita stregata da una regia soprannaturale ed occulta. Già, perchè quando a compiere certi errori sono Gori e Lanzaro ( in campo nonostante il grave lutto patito poche ore prima il fischio d’inizio), le speranze di portare a casa il risultato si affievoliscono. L’unico più che raro infortunio tecnico del portiere granata ( in precedenza più di una volta decisivo sugli avanti del Catanzaro) avrebbe potuto abbattere chiunque, ma non questa Salernitana che con la nebbia o il sole, è in grado sempre di avvalersi del colpo del singolo a far risplendere il sole nell’ennesimo pomeriggio di singolar tenzone. La giornata della liberazione inizia sul finire con la finalizzazione del “cobra” (così lo chiama Lotito) Cristea, è l’ennesima prova di una squadra autogestita, capace da sola di trovare in “re-ipsa”, forza e convinzione al di fuori degli schemi, invero, mai impartiti dal tecnico. Le imprecazioni dalla Tribuna del presidente,riecheggiano ancora tra le mura dell’Arechi e del centro storico della Salerno sportiva. Il resto l’ha fatto la giustizia divina che dopo l’ansia e lo scoramento derivante da una sconfitta al 94^, ha voluto che il pubblico granata piangesse di nuovo, questa volta di gioia. Cristea alla stregua dei non “eletti” nelle gerarchie di Menichini, costituiscono la dimostrazione lampante della limitazione di un tecnico al quale la Salernitana concederà il lusso di provare l’ebbrezza della vittoria di un campionato. Da Catanzaro a Catanzaro un anno dopo, passando per il fatidico 94^: prima Mendicino di testa, poi Cristea di piede. Altra storia, altre emozioni, differenti obiettivi da raggiungere, coniugando il nuovo paradigma: Andrei, Andremo, Andiamoc1. In questo modo è ancora più “B”ello…
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