Menichini vuole la conferma del primato. Il tecnico ripropone il 3-5-2. Gabionetta favorito su Mendicino

ALL. Menichini Leonardo 16” Ci vuole cinismo e concentrazione per riprendere a correre ed a fare punti”

Il diktat di Menichini alla squadra è chiaro ed esplicito: la squadra granata sarà chiamata ( per la terza volta in questa stagione) a giocare ad orario di colazione, facendo di un sol boccone un avversario che annovera tra le sue fila molti ex ( il ds Danilo Pagni, Orlando, Grassadonia, Enrico Pepe e Vincenzo Pepe su tutti)

La squadra perolitana, reduce dal pareggio in rimonta con il Benevento, s’è confermata nell’anticipo di Venerdì scorso, squadra piccola con le piccole ed al contempo grande con le grandi.

Un avversario ostico da prendere con le molle, in particolare a seguito della brutta prestazione di Barletta.

Questa Salernitana, tuttavia, ha dimostrato di sapersi riprendere dagli schiaffi subiti, adattandosi ad ogni imprevisto e facendo di necessità virtù: Domenica, come di consueto di questi tempi, Menichini dovrà effettuare delle scelte obbligate a causa di squalifiche ed infortuni.

In vista del match dell’Arechi (l’ultimo del 2014), il trainer di Ponsacco, nonostante le critiche piovute a go- go in settimana, confermerà (almeno inizialmente) il 3-5-2 con Tuia, Bianchi e Lanzaro, ai cui lati agiranno Colombo e Franco.

In mediana, complice l’assenza di Castiglia ( di fatto escluso dalla lista dei convocati per scelta tecnico-societaria insieme a Mounard e Ginestra), Menichini rispetto al solito terzetto titolare composto da Pestrin, Bovo e Favasuli, avrà il solo Giandonato nel ruolo di prima alternativa.

In attacco, complice l’assenza di Negro e Nalini, Menichini confermerà la coppia Gabionetta- Calil, con Mendicino costretto nuovamente a tirare il freno a mano.

” Il Messina è squadra che sa difendersi bene e ripartire in contropiede. Ci sarà da soffrire”,  parole che preannunciano una gara da vivere fino in fondo, nella speranza che arrivi il tanto atteso e sospirato guizzo vincente dei singoli.