Salernitana. Nel mezzo del cammino, Mezzaroma si ritrovò in una “selva oscura”….

mezzaroma dà indicazioniFrasi riferite da interlocutori e puntualmente smentite sul profilo personale di Facebook.
Il co-patron Marco Mezzaroma, smentisce l’avv. Gentile, legale di fiducia del club di via Allende, sottolineando sul social-network di esser l’unico interlocutore di se stesso e confermando una sofferenza di fondo che ha indotto “il grande assente” a vivere a distanza l’avventura in sella al cavalluccio marino.
Che il co-patron non abbia gradito alcune scelte tecniche del cognato-socio in affari e nella gestione della società granata, è un dato inconfutabile alla stregua dell’ affinità sussistente tra i due comproprietari del club.
Dalle parole pronunciate dall’avv. Gentile, si evince l’intenzione da parte di Mezzaroma di cedere una parte del pacchetto azionario a Lotito-segnale inequivocabile di un’uscita definitiva nell’immediato futuro per una serie di motivazioni, chissà quanto attendibili.
” Vuole lasciare, ha interessi affievoliti a seguito delle vicende personali e sentimentali”, ha dichiarato il legale ai microfoni del sito “SoloSalerno.it”.
Eppure lo stesso Mezzaroma, fin dagli albori della gestione societaria, non perdeva occasione per evidenziare che senza l’appoggio del cognato non avrebbe mai intrapreso la via che conduce all’ amministrazione dell’atipica azienda-calcio.
Il co-patron ha risposto, mettendo in discussione la veridicità del virgolettato, sottolineando l’elemento destabilizzatore rappresentato-a suo dire-dagli organi d’informazione, responsabili del proprio reiterato silenzio: “ribadisco, come già fatto in una mia precedente dichiarazione, che l’unico soggetto autorizzato a rilasciare dichiarazioni che mi riguardino oppure ad interpretare il mio pensiero sono esclusivamente IO STESSO. Il retroscenismo di cui parte dell’informazione è malata è una delle cause per cui da tempo preferisco non rilasciare dichiarazioni. Scusate il disturbo”.
Di fatto, dal significato delle singole parole di tale sfogo personale, diramato a mezzo social-network senza neppure passare dalla house-home del sito ufficiale della Salernitana- di per se modus agendi contestabile ed improprio, difforme dallo stesso stile del patron- evidenzia uno stato di imbarazzo e di insofferenza latente.
Che dietro tale assenza fisica, non materiale- il patron allo stato attuale mediante la Società di capitali Morgenstern, partecipa per il 50% al finanziamento del club granata- si celi un sentimento di profondo risentimento e di parziale distacco, è incontrovertibile.
Difficile individuare la genesi del morbo contratto da Mezzaroma, che starebbe per cedere il 20% del pacchetto azionario a Claudio Lotito-segnale evidente di una resa incondizionata o meglio dell’incapacità per costituzione caratteriale propria, di far valere il proprio credo ed idea tecnica rispetto al partner-pagando dazio rispetto ad una distanza incolmabile per esperienza e competenza nei confronti del “Lotito Ovunque”.
Che il ruolo di comprimario, nonostante la parità di quote del pacchetto azionario, inizialmente ben accetto da Mezzaroma-essendo un neofita del mondo del calcio-, sia stato “mentalmente” rivisto e qualificato come insostenibile dall’imprenditore romano? che tale soffetenza sia patita per effetto dello squilibrio di compiti e pertinenze da dividersi ex nunc (nei fatti e non solo su carta), equamente sulla base del sacrificio economico posto in essere?
Possibile che lo stesso Mezzaroma, data l’estinzione del vincolo affettivo con il senatore a vita Mara Carfagna, abbia visto affievolirsi, a partire dall’11 Maggio scorso, l’interesse per la Salernitana?
Ed ancora:l’inflessibilità del cognato Lotito e la conseguente impossibilità ad entrare in questioni di mera natura tecnica, inizialmente deputate di riserva esclusiva del patron della Lazio, può aver rappresentato un fardello insostenibile per chi da quattro anni a questa parte non ha assunto una decisione in materia, che sia una, frutto dei propri desiderata a causa del “gap” in termini di esperienza e conoscenza calcistica con il socio, ritenuto in parte colmato e comunque non giustificato per effetto della partecipazione equa ai costi di gestione della squadra?
Interrogativi legittimi ma che al momento restano privi di una risposta, venendo acuiti dalle parole pronunciate dal co-patron.
Che tra i due comproprietari, il futuro indipendentemente dalle vicende calcistiche, sia destinato a proseguire nella gestione di affari extra-calcistici, nulla quaestio.
A tal punto, occorrerà comprendere quale idea tecnico-tattica i due comproprietari intendano progettare per il futuro della Salernitana che, in caso di conferma dell’ “affievolimento” dell’interesse lamentato da Mezzaroma, risulterebbe esser apposto nelle mani del solo Lotito, attivo su più fronti ed in particolar modo nell’ambito della regolamentazione della querelle sulle pluriproprietà.
Trattasi di atti futuristici, interrogativi fuorvianti e destabilizzanti (per alcuni), visto il momento affrontato dalla squadra ed il match clou in programma tra soli tre giorni con il Lecce.
Eppure, nonostante gli incombenti e difficili impegni del prossimo domani, il futuro-da quattro anni a questa parte legato alle sponsorizzazioni derivanti dalla Lazio- a maggior ragione, con il caso ancora irrisolto delle multiproprietà, diventa materia da cominciare a trattare nella stanza dei bottoni con serietà ed urgenza.
Il campionato parallelo ha ancora il tempo per esser preparato a dovere: l’importante è non presentarsi impreparati alle scadenze. Salerno in tal senso ha già pagato e con gli interessi per responsabilità altrui, il conto salato di due fallimenti a distanza di sei anni l’uno dall’altro.
Come dicevano i latini: “Repetita iuvant”.