Trasferta in Puglia. Ecco la ricetta dell’avvocato “Gastronomico”

criscuoloBig match infrasettimanale in terra salentina per capitan Pestrin e soci. La Salernitana e’ di scena allo stadio Via del Mare ( Via del mare -40.600 Spettatori) per riscattare la sconfitta dell’andata. L’avvocato gastronomico Andrea Criscuolo, prima di andare a tifare per la nostra squadra, Vi consiglia di gustare le bonta’ enogastronomiche del territorio salentino, presso Nonna Tetti Piazzetta Regina Maria 17 tel 0832246036 Cucina casereccia tipica salentina a pochi passi dal centro storico di Lecce Atmosfera calorosa, locale carino con personale adeguato e cortese Ottima la qualità delle pietanze, molto gustose. Antipasto composti da formaggi, affettati, parmigiana, verdure crude e cotte, fritture di pettole, gratinati, puree di legumi Ciceri e tria Orecchiette cime di rapa Orecchiette pomodoro cacio e polpettine Polpo in pignata Salsiccia leccese Carne cavallo al sugo Vino negramaro Dolce fatto in casa La cucina salentina è la cucina tipica del Salento, parte meridionale della Puglia. È una cucina povera per gli ingredienti usati, a partire dalla farina poco raffinata oppure di orzo, meno costosa di quella di grano. Per l’uso di verdure coltivate e selvatiche che la terra salentina può offrire, insieme con gli altri prodotti della terra come le lumache. Per l’impiego di pesce azzurro, oggi rivalutato, ma un tempo l’unico pesce che la popolazione poteva permettersi. Per la scarsità dei piatti a base di carne troppo costosa per i contadini. In effetti, i meno abbienti mangiavano la carne solo la domenica mischiata con molto pane per fare le polpette, o addirittura solo alcune volte all’anno in occasione delle feste più importanti come Natale, Pasqua e la festa patronale. La carne di cavallo era diffusa in quanto tali animali erano usati per i lavori nei campi e come mezzo di trasporto e solo quando erano troppo vecchi per lavorare servivano come alimento Nel periodo pasquale, in cui è tradizione mangiare l’agnello, la popolazione consumava gli scarti dell’animale, cioè le interiora. Questi servivano alla preparazione di piatti che oggi sono diventati ricercatissimi per la loro bontà e l’equilibrio dei sapori. Proprio con le interiora dell’agnello si preparavano (e si preparano) i turcineḍḍi o gnommareḍḍi o mboti, che sono involtini dal sapore deciso e prelibato, cotti sulla brace. 2 Altro tradizionale piatto povero della cucina salentina è la ciceri e tria. Si tratta di pasta fresca, tipo tagliatella ma senza uovo, in parte fritta in olio extravergine d’oliva e parte lessata unitamente ai ceci, servita appunto insieme ai predetti legumi. Inoltre si usano le spezie della macchia mediterranea per insaporire le preparazioni: la salvia, il rosmarino, il timo, la maggiorana, la menta e l’origano. La fantasia domina soprattutto nei dolci che risentono dell’influenza del mondo orientale (bizantini e arabi). La presenza di ingredienti quali le mandorle, del miele e della cannella è tipica di molte regioni del vicino oriente e delle coste del mar Mediterraneo. Satolli ma pienamente soddisfatti, siamo pronti a correre allo Stadio Via del Mare per tifare Salernitana SEMPRE COMUNQUE ED OVUNQUE FORZA SALERNTANA L’avvocato “gastronomico” Andrea Criscuolo