Quagliarella, amo Napoli e basta
82 gol in carriera, 52 in Serie A, 11 in questa stagione nel Napoli, fantasia, genio e come disse lui a Chiambretti, io sono così o Bene Bene o Male Male.
Quest’anno non è andato male, si è riconfermato ai suoi livelli, il suo miglior bottino di gol in A è di 13, per due stagioni, nell’Udinese e nella Samp allenata da Mazzarri.
Parliamo di Fabio Quagliarella. Eclettico attaccante partenopeo capace di gol magici che infiammano qualsiasi stadio.
Personalmente ne ricordo tanti, quelli però che più mi hanno stupiti sono, i due con la Lituania in Nazionale, quello all’Atalanta in campionato, quest’anno per una questione di rivalità tra tifoserie. (ah, vi abbiamo spedito noi in B quest’anno, haha).
Non è uno di quegli attaccanti da venti gol, ma è uno che con la doppia cifra ci si trova bene, qualche partita la gioca eclissandosi, in altre si esalta. Non continuo nei suoi, è comunque presente il suo nome nei marcatori nelle partite in cui si esalterebbe ogni tifoso del Napoli, vedi quella con l’Atalanta, la Juve ecc.
In nazionale ha realizzato tre gol, ma con uno più bello dell’altro.
Fabio non è come gli altri giocatori napoletani che a fine carriera vogliono andare in pensione a Napoli, come se noi avessimo un debito di riconoscenza nei loro confronti. Fabio è uno di quelli che rifiuta le grandi squadre pur di giocare nella sua squadra, Fabio è uno di quelli che rinuncia a cifre elevate ed ai diritti di immagine pur di giocare nel Napoli. Fabio è uno di quelli che anche se segna non dorme la notte perchè sente tanto la maglia.
E noi tifiamo per la Maglia, è per chi la onora e la rispetta. Fabio non è una prima donna che fa capricci e lancia la maglia, Fabio non è uno che se sta in panca crea caos.
Fabio è Fabio Quagliarella, una stella, uno che potrebbe giocare ovunque, a qualsiasi livello, ed invece ha scelto Napoli, realizzando il sogno di ogni tifoso. Correre, sudare, combattere e vincere per quel pezzo di cuore che ogni domenica batte all’impazzata.
Fabio non è Iaquinta, che va ai mondiali per riconoscenza senza avere disputato un buon camionato, non è Iaquinta che gioca in una squadra che quest’anno si è seppellita dalla vergogna. Fabio ha ancora fame di vittorie, non è sazio, Fabio vuole il mondiale, e Lippi farà bene a valutare tutte le variabili del caso. Perchè escludere Quagliarella vuol dire escludere uno dei pochi che in questa rosa del mondiale ha le capacità per risvegliare una partita morta con una magia.
Una come quelle che seguono.
- Scrittore e Blogger
