Trequartista Cercasi

L’altro giorno guardavo il telefonino e leggevo 10 – 10 – 10.

Poi ho aperto i giornali ed ho letto tante belle parole su quanto in Italia si cerchino trequartisti, perché mancano, perché non ce ne sono più e dunque si va cercarli all’estero.

Vengono subito in mente vecchie glorie del campionato italiano come Zidane e Kaka. O elefanti in procinto di passare a miglior vita come Ronaldinho, chi ancora è in grado di fare la differenza durante una partita come Sneijder e chi sta nascendo e si sta affermando come fenomeno tipo Pastore o Hernanes.

Ma chi è il trequartista? Quel’è il suo identikit?

Va premesso che vi sono e vi sono stati diversi numeri 10 nella storia del calcio.
Chi è più votato al gol ed affianca la prima punta è forse stato il numero 10 degli ultimi dieci quindici anni di calcio, da quando Sacchi ha imposto ha suon di vittorie il suo 4-4-2.
Residui di questo numero dieci è ancora possibile trovarne in attività, sono i vari Totti, Del Piero, Di Vaio, Mascara, Miccoli.
Il numero dieci per eccellenza però, per me, è colui che infiamma la folla. Colui che fa impazzire i tifosi.
Colui che è !!!
Tra i coloro che sono e furono c’è senza ombra di dubbio il cosiddetto fantasista.
L’accezione racchiude già in sé un tipo di giocatore facile da inquadrare.
Fantasia da vendere, per fantasia si intende la capacità di creare dal nulla qualcosa di eccezionale.
Doti tipiche del fantasista sono, il passaggio smarcante che sarebbe il passaggio in quel corridoio che nessuno, neanche noi dagli spalti o in tv, riesce a vedere, quel passaggio che mette il compagno di squadra in condizione di correre verso la porta o di tirare a rete davanti al portiere.
Un’altra delle doti è la tecnica sopraffina, questa si manifesta quando c’è da addomesticare un pallone difficile, quando c’è da fare un lancio di 40 metri al bacio per un compagno in corsa, o quando c’è da driblare un avversario, da fermo o in corsa. Altra caratteristica di tecnica sopraffina è la grande qualità nel tocco, ovvero la capacità di non sbagliare mai un passaggio.
Ennesima, ma non ultima, qualità del fantasista è la capacità di far gol da calcio da fermo.

Calciatori con queste caratteristiche ne ho visti pochi, di sicuro posso citare Roberto Baggio tra gli Italiani, Messi tra quelli ancora in attività e come non potrei citare Maradona tra i pensionati di lusso.

Se poi però si pensa al numero 10 eccezionale fatto in casa, un fantasista all’italiana, certo che attualmente non c’è, eccezione fatta per il talento di bari vecchia, Cassano.
Gli altri come Cossu, Mauri ecc non sono definibili eccezionali.
Gente come Zola e Baggio, trattati malissimo solo per seguire la moda del 4-4-2 e mandati chi in periferia chi all’estero, ormai non ne nascono più.

Il 4-4-2 oltre alla morìa di 10 ha prodotto anche un altro effetto, il successivo adeguamento del trequartista a regista,  reinventato poi da Ancelotti regista davanti alla difesa, vedi il caso Pirlo.

Ancelotti è anzi andato oltre, schierando in un rombo ideale Pirlo vertice basso  e Kaka dietro le punte.
da zero e due quindi.

Successivamente si è passato poi all’albero di natale con due trequartisti dietro le punte ed una punta, più il trequartista come vertice basso, (4-3-2-1).
Dunque da 2 a 3.

Il ruolo del trequartista è insomma nuovamente tornato in auge in Italia da quando è arrivato nel calcio italiano un personaggio molto eccentrico, Mourinho, Inizialmente pensava di disporre la sua Inter con un 4-3-3 ma visto il fallimento nel gioco e i flop di Quaresma e Mancini si è pian piano passati al 4-2-3-1 con Cambiasso e Thiago Motta in mezzo al campo e Sneijder dietro le punte.
Da Mourinho e Ancelotti in poi insomma è un fiorire di squadre con il trequartista, ma di fantasisti nemmeno l’ombra.

Almeno fino all’inizio di questo campionato, in cui oltre a Sneijder sono esplosi Pastore ed Hernanes, il Brescia utilizza Diamanti, attualmente squalificato per le prossime tre partite, il Parma ha riadattato Giovinco da seconda punta a trequartista, il Cagliari utilizza Cossu, la Fiorentina di Mihajlovic ha provato D’agostino ad inizio campionato dietro le punte, c’è Ricchiuti del Catania e volendo anche Hamsyk nel Napoli.

Ovviamente il ruolo del trequartista è dovuto mutare per forza di cose, visto che è mutato anche il calcio in questi anni, più dinamico, più tattico.

Ora la conclusione è logica.

Come i difensori hanno smesso di marcare ad uomo ed anno iniziato a marcare a zona, così come i registi hanno iniziato ad imparare a giocare come schermo davanti alla difesa, allo stesso modo le nuove generazioni di calciatori si ispireranno ad i trequartisti, alcuni esperimenti verranno effettuati anche nelle giovanili, dunque è facile aspettarsi che nei prossimi 4-5 anni vi sarà un fiorire di trequartisti italiani, e con Baggio poi assegnato al settore tecnico del calcio italiano, magari verrà fuori un nuovo numero 10 tutto italiano degno di questo nome.

Peppe
  • Scrittore e Blogger
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