Calciomercato Serie A: strategie vincenti delle piccole squadre

In estate il calciomercato si concentra ovviamente su i club più prestigiosi, questo è dato dalle tante proposte e movimenti che si ipotizzano su grandi nomi del calcio mondiale, accostabili logicamente a squadre dalla possibilità economica e dalla fama adeguate.

Partono in sordina ma vengono fuori anche con acquisti interessanti altre squadre, quelle che in Italia sono considerate provinciali, ossia i club di medio basso profilo che lottano per la salvezza o la metà superiore della classifica durante l’anno. Questi club sono ovviamente i migliori investitori sul calciomercato, poichè comprano a prezzo relativamente contenuto giocatori che poi potrebbero rivelarsi, e quasi sempre è così, delle ottime figure di spicco.

Il costo di queste transizioni per giocatori derivati da serie minori oppure da campionati esteri va da 300 mila euro fino a 7-10 milioni, raramente si supera questo limite poichè una cifra si questo livello non può essere investita da un club di provincia per un singolo giocatore che rappresenta un rischio elevato.

Se il colpo va in porto, la società potrebbe guadagnarci il doppio se non il triplo, grazie a stagioni di ottimo livello, questo consente ai club minori di mantenere il bilancio attivo o tentare di rinforzare la rosa con nomi di certo valore una volta raggiunto un traguardo europeo.

La domanda che sorge spontanea è: ” non sarebbe meglio spendere 20 milioni di euro acquistando 4-5 giocatori giovani e promettenti, invece che spenderne 40 per prendere un campione che potrebbe non avere l’effetto sperato ne ora ne mai?”. La risposta per un grande club è molto semplice, avendo bisogno di qualità a partire da subito non si ha tempo per far crescere un campione in erba, anche a costo di spendere 30 milioni invece che 10-15. A voi la riflessione finale.